sabato 7 aprile 2012

Cosi è, se vi pare.

Nani e ballerine.

Ecco, chi ha stretto le redini di questo Paese nell'ultimo ventennio, nel mio primo ventennio di vita.

Un ventennio così oppressivo ed opprimente da indurci a chiedere:
Ed ora? Cosa resta? Cosa accadrà? Avremo la forza di creare un nuovo sistema di valori?

Sul secondo interrogativo, si gioca l'intera battaglia.

Cosa resta?
Troppo.
20 anni di assoluto becerume politico, sociale e mediatico si sono radicati come un cancro non solo nella lenta e disastrata macchina della burocrazia italiana, ma soprattutto nelle menti.

E' stato creato, anzi forgiato, indotto e plagiato un modus pensandi distorto. E distonico.
Si è fermata l'evoluzione del pensiero critico, in favore di un unico pensiero, assolutista ed intollerante.

Ciò che rimane è l'individuo deviato e spersonalizzato, che non è più individuo, ma "massa". E la società: corrotta, disgregata ed egoista.

Mi giro -e per presunzione, forse- non rivedo in altri i valori che hanno sempre animato le mie battaglie, spesso perse in partenza.
Si è deciso di sacrificare l'unicità, la poliedricità della mente umana sull'altare consunto dell'immagine, delle apparenze futili e poco nobili.
Si è esaltato il modello dell' "homo novus" di romana memoria, destrutturandolo, però, della sua qualità più importante: la virtus.
E' "nuovo" solamente quell'uomo che riesce ad avere la meglio sul prossimo, a prescindere dai mezzi cui farà ricordo.
Si è proposta alle generazioni giovanili l'illusione dell'onnipotenza, intesa come assoluta mancanza di rispetto verso le libertà altrui.
Intesa come vita scevra di valori veri. Veri, non tradizionali. Non bigotti. Non buonisti!
Si è pensato che vivere senza avere una coscienza cui rendere conto fosse più facile.

Shock Politik - Ladroni.





Mi scuso in anticipo per aver fatto ricorso ad un termine così tristemente abusato negli ultimi anni.
Nello specifico, siamo stati soliti sentirlo declinare nella sua forma femminile e singolare, spesso associato ad una Città che trabocca di arte e vive di una storia silente, ma enorme, incrostata in ogni suo muro.

Roma Ladrona”: siam stati costretti a sopportare lo sprezzante vilipendio al simbolo più antico, eppur presente, dell’Unità Nazionale, mai minacciata così seriamente quanto negli ultimi anni.
Abbiamo dovuto accettare offese xenofobe e accuse razziste. Ci han predicato la morale da ogni pulpito, purchè non fosse al dì sotto del Po’. E purchè non fosse la LORO morale!
E hanno acuito una spaccatura che di reale non ha nulla. Se non la follia di pochi esagitati che piuttosto di ben governare il Paese, hanno preferito nascondersi dietro slogan di dubbio gusto.

L’Italia è migliore dell’immagine logora che oggi mostra.
Gli italiani sono migliori di quei volti spenti ed impolveriti (il mio, in primis) che ci sembra d’incontrare in ogni angolo.
Basta spazzarla via, quella polvere!
Venti, trenta anni di polvere e macerie sotto cui ci siamo ancora noi.
Prima di parlare d’altro  -di contraddizioni e magagne. Errori e storture. Ma anche gioia e bellezze! - preferisco parlare di questo, fuor d’ogni retorica.

Siamo un Paese splendido, se solo avessimo occhi per scrutarci.
Orecchie per sentirci.
E coscienza per "PENSARCI".


Ci avete rubato tutto, Ladroni. Della politica, del giornalismo, della tv.
Tutto, ma non la dignità.
Tutto, ma non la parola.

Tutto, ma non la patente d’italianità. E’ ora di rinnovarla, no?

Knocking


Le danze non potevano aprirsi che all'alba di un nuovo giorno, quando l'insonnia ha avuto la meglio sul quieto dormire e non ti resta altro che cercare un passatempo che impieghi il tempo ossessivamente scandito da un usurato orologio da muro.
E qual più dolce sollazzo di ritagliarsi un angolo di mondo cybernautico che possa accogliere pensieri appuntati nel cuore della notte e sfoghi mai urlati a nessuno?
Don Chisciotte s'è svegliato dal suo secolare torpore e non avrà pietà per alcuno...

Benvenuto,
allo sfortunato viaggiatore che approderà sui lidi della follia.

Ma chi può dirsi sano di mente?

In bocca al lupo.